Nel 2025 l’aeroporto di Bari Karol Wojtyła (IATA BRI, ICAO LIBD) ha movimentato 7.977.881 passeggeri, il 9,7 per cento in più dell’anno prima, con 56.700 movimenti su una sola pista. È lo scalo principale della Puglia, gestito da Aeroporti di Puglia insieme a Brindisi, Foggia e Grottaglie, a 8 km dal centro nel quartiere di Palese. Questa pagina serve a chi è partito da qui, o doveva atterrarci, e ha subito un ritardo, una cancellazione o un negato imbarco.
Volo da Bari in ritardo di oltre tre ore o cancellato? Verifica in due minuti se ti spettano 250-400 euro.
Quanto traffico regge davvero la pista unica di Bari
Una pista, la 07/25, lunga 3.000 metri, per 56.700 movimenti l’anno: circa 155 decolli e atterraggi al giorno, concentrati fra le 6 e le 23. È questo il dato che spiega la maggior parte dei ritardi a catena di Palese. Non c’è una seconda pista su cui dirottare quando la prima si ferma.
Il sedime nasce come campo militare negli anni Trenta. Diventa base alleata nel 1943, apre ai voli civili negli anni Sessanta con Alitalia, e cambia dimensione tre volte: per i Mondiali del 1990, con la nuova aerostazione fra il 2002 e il 2005, con la torre e l’allungamento della pista nel biennio successivo. La pista è dimensionata per fusoliere larghe, ma il traffico è quasi tutto narrow-body.
Chi vola da Bari vola soprattutto low-cost. Ryanair serve oltre quaranta destinazioni, molte con aerei di Malta Air o Buzz. Volotea tiene una base con rotte stagionali sul Mediterraneo occidentale. easyJet, Wizz Air, Transavia e ITA Airways, con il doppio collegamento su Fiumicino e Linate, completano la mappa. La ferrovia metropolitana porta a Bari Centrale, la linea AMTAB 16 in città, la tangenziale sull’A14.
Due conseguenze pratiche. Quasi ogni reclamo da BRI riguarda un vettore comunitario, quindi il Regolamento vale sia in partenza sia in arrivo. E quasi ogni tratta cade nelle fasce da 250 o 400 euro: i 600 euro, riservati alle rotte extra-UE oltre 3.500 km, da Bari di fatto non esistono. Prima di tutto, controlla sulla carta d’imbarco il nome del vettore che ha operato il volo: è lui il debitore.
Perché i voli da Bari accumulano ritardo durante il giorno
Sono 3 i meccanismi che producono quasi tutti i ritardi lunghi a BRI: la pista unica che si ferma per un’ispezione, la rotazione low-cost partita già in ritardo al mattino, il vento al traverso oltre i limiti di 25-38 nodi tipici degli A320 e dei 737. Nessuno dei tre è straordinario per definizione. Ciascuno va dimostrato per il volo specifico.
La pista unica è il primo fattore. Un impatto con volatili, un mezzo in avaria, un’ispezione di dieci minuti: tutto si ferma, gli arrivi vanno in attesa o scendono a Brindisi, le partenze slittano fino a sera.
Il secondo è la stagionalità. Da giugno a settembre il piazzale lavora al limite e le rotazioni Ryanair del mattino e della sera si susseguono con soste di 25 minuti. L’aereo che arriva tardi dal primo giro trasmette lo scarto a tutti i successivi. La giurisprudenza lo chiama ritardo di rotazione e lo colloca nel rischio d’impresa del vettore.
Poi il vento. Maestrale e scirocco espongono la 07/25 a raffiche al traverso che in certi giorni superano i limiti operativi. Qui la difesa meteorologica è plausibile, ma solo con METAR e NOTAM dell’orario del volo, non con la frase condizioni meteo avverse.
Gli scioperi chiudono la lista. Personale di terra, controllori, equipaggi dei vettori: la pagina sugli scioperi aerei distingue quando pagano e quando no. Quando il tabellone segna ritardo, annota subito l’orario e fotografa gli altri voli: se partono, la difesa meteorologica è già debole.
Quanto spetta per rotta: 250 o 400 euro secondo la distanza
250 euro a passeggero su Bari-Milano (circa 800 km), Bari-Roma, Bari-Torino, Bari-Venezia e Bari-Monaco di Baviera. 400 euro su Bari-Londra Stansted, Bari-Bruxelles Charleroi, Bari-Varsavia, Bari-Cracovia e Bari-Düsseldorf, tutte oltre i 1.500 km. La soglia è il ritardo di tre ore all’arrivo alla destinazione finale, fissata dalla Corte in Sturgeon C-402/07.
Il Regolamento (CE) 261/2004 copre ogni volo in partenza da Bari, qualunque sia il vettore, e ogni volo in arrivo operato da compagnia con licenza comunitaria. Tre situazioni aprono il diritto: ritardo di almeno tre ore, cancellazione comunicata con meno di quattordici giorni di preavviso, negato imbarco contro la volontà del passeggero.
Per una coincidenza persa su prenotazione unica conta l’arrivo finale, come stabilito in Folkerts C-11/11: un Bari-Roma-New York che arriva a New York con quattro ore di ritardo vale 600 euro anche se il segmento in ritardo era Bari-Roma. Con due biglietti separati, invece, il ritardo del primo non apre nulla sul secondo; la pagina sulla perdita di coincidenza elenca i casi.
Accanto alla compensazione c’è l’assistenza dell’articolo 9, dovuta sempre, anche quando il vettore invoca il vento: pasti proporzionati all’attesa, due telefonate o e-mail, albergo e trasferimento se serve pernottare. La sentenza McDonagh C-12/11 ha tolto ogni tetto di durata e di spesa.
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Quale modulo usare per ciascun vettore che opera a Bari
Quattro moduli, quattro tempi dichiarati. Ryanair: modulo EU 261 dell’Help Centre, obiettivo dieci giorni, nessuna e-mail. Volotea: solo il proprio modulo di contatto, almeno un mese prima di rivolgersi a terzi, pagamento sul conto del passeggero. easyJet: solo il modulo online, ventotto giorni di attesa richiesti. ITA Airways: modulo di contatto, due mesi prima dell’ENAC.
Il reclamo va sempre al vettore operativo, cioè alla compagnia che ha fisicamente eseguito il volo. Per i voli con codice Ryanair operati da Malta Air o da Buzz il modulo è lo stesso dell’Help Centre, ma il debitore in caso di causa è il vettore della carta d’imbarco: lo ha chiarito la Corte in Wirth C-532/17. Wizz Air risponde entro trenta giorni dal modulo Complaints. Le pagine sui contatti Ryanair, easyJet, Wizz Air, Volotea e ITA Airways descrivono ciascun canale.
Nel modulo servono codice di prenotazione, numero di volo, data, orario previsto e orario effettivo di arrivo, i nomi di tutti i passeggeri della prenotazione, la richiesta esplicita di bonifico. Il modello di reclamo contiene gli articoli da citare.
Il voucher si rifiuta. L’articolo 7 paragrafo 3 lo subordina al consenso scritto del passeggero.
Se la risposta manca o è un rifiuto, la segnalazione all’ENAC è gratuita e online. L’ENAC vigila e sanziona, ma non ordina il pagamento. Per incassare restano la conciliazione paritetica, dove il vettore vi aderisce, e il Giudice di Pace di Bari secondo la procedura, competente per crediti fino a 5.000 euro in forza di Rehder C-204/08. Invia il modulo il giorno stesso dell’arrivo, con la data annotata: da lì partono i dieci, ventotto o trenta giorni.
Quali difese usano i vettori a Bari e quanto reggono
Nei rifiuti da BRI ricorrono 4 difese: guasto tecnico, vento, sciopero, vettore operativo diverso da quello venduto. Solo la seconda regge con qualche frequenza, e solo se documentata per l’orario del volo. Le altre cadono davanti a quattro sentenze della Corte di giustizia pronunciate fra il 2008 e il 2018.
Il guasto tecnico è la difesa più usata e la meno solida. Da Wallentin-Hermann C-549/07 un problema emerso nella normale operatività rientra nell’attività ordinaria del vettore; van der Lans C-257/14 ha esteso il principio ai guasti improvvisi. Chiedi il technical log: il vettore deve produrlo se vuole reggere la difesa.
Il vento è plausibile, per via della costa. Ma vale la regola del nesso specifico: il vettore deve provare che il vento superava i limiti nell’orario del volo, non che era una giornata ventosa. Un dirottamento avvenuto dodici ore prima non giustifica la cancellazione della rotazione serale se nel frattempo esistevano alternative.
Lo sciopero del personale del vettore stesso non è straordinario dopo Krüsemann C-195/17, nemmeno se spontaneo. Quello dei controllori regge, ma solo per i voli effettivamente cancellati dall’ENAV, non per quelli che il vettore ha soppresso in anticipo per riorganizzare la flotta.
Il rinvio a Ryanair per un volo operato da Malta Air non regge: risponde chi ha operato, secondo Wirth. Quando arriva un rifiuto standard, rispondi nella stessa pratica chiedendo il documento che prova la circostanza per quel volo.
Cosa cambia a Bari rispetto agli altri scali italiani
Tre particolarità pugliesi contano nel reclamo: i 110 km fra Bari e Brindisi, gestiti dalla stessa società, che rendono i dirottamenti ordinari; il picco estivo di dieci settimane in cui il piazzale non ha margine; e la Cassazione, che applica la prescrizione biennale del Codice della navigazione dove alcuni Giudici di Pace ragionano ancora sui dieci anni ordinari.
Il dirottamento da BRI a BDS va trattato come cancellazione con riavviamento. Il vettore organizza o rimborsa l’autobus fra i due scali in forza dell’articolo 8 paragrafo 3. Se l’arrivo effettivo a Bari slitta di tre ore o più, scatta anche la compensazione. La pagina sull'aeroporto di Brindisi descrive lo scalo gemello.
Sui termini la scelta prudente, spiegata nella pagina sulla prescrizione, è agire entro due anni dal volo.
Un dettaglio che sfugge spesso: la compensazione spetta a ciascun passeggero della prenotazione, bambini compresi, e va chiesta per tutti nello stesso modulo.
Prima di scrivere metti insieme cinque cose. La carta d’imbarco o il codice di prenotazione. Lo screenshot del tabellone o di un tracker con l’orario effettivo di arrivo. Ogni comunicazione del vettore, compresa la notifica di cancellazione con la sua data. Gli scontrini di pasti, taxi e albergo. I nomi dei compagni di viaggio.
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Fonti
Dati di traffico 2025 e infrastruttura: Aeroporti di Puglia e voce Bari Karol Wojtyła Airport su Wikipedia (consultata il 25 agosto 2026). Regolamento (CE) 261/2004: EUR-Lex, CELEX 32004R0261. Sentenze della Corte di giustizia: Sturgeon C-402/07, Wallentin-Hermann C-549/07, van der Lans C-257/14, Krüsemann C-195/17, Wirth C-532/17, Folkerts C-11/11, McDonagh C-12/11, Rehder C-204/08, su curia.europa.eu. Canali di reclamo: Help Centre Ryanair, informativa sui diritti dei passeggeri Volotea, sezione ritardi e cancellazioni easyJet, supporto ITA Airways, Help Centre Wizz Air, consultati il 25 agosto 2026. ENAC, sezione diritti dei passeggeri.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale. Per casi complessi rivolgiti a un avvocato del foro competente o a un’associazione di consumatori.
Quanto spetta se il volo viene cancellato o ritarda
250 €, 400 € o 600 € a passeggero. L'importo dipende solo dalla distanza del volo, non dal prezzo del biglietto. Il diritto scatta con un ritardo all'arrivo di almeno 3 ore, con una cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso, oppure in caso di negato imbarco. In Italia l'organismo nazionale competente è l'ENAC.
| Distanza del volo | Compensazione |
|---|---|
| fino a 1.500 km | 250 € |
| da 1.500 a 3.500 km, e tutti i voli intra-UE oltre 1.500 km | 400 € |
| oltre 3.500 km fuori dall'UE | 600 € |
Non spetta nulla solo se la causa rientra fra le circostanze eccezionali (art. 5, paragrafo 3): maltempo che impedisce il volo in sicurezza, sciopero dei controllori di volo o dei servizi aeroportuali, chiusura dello spazio aereo, motivi di sicurezza. Lo sciopero del personale della compagnia non lo è (C-195/17 Krüsemann), e nemmeno un guasto tecnico (C-549/07 Wallentin-Hermann). La soglia delle tre ore deriva da C-402/07 Sturgeon.
