Con easyJet il problema non è trovare un indirizzo. È che l’indirizzo non serve. La compagnia lavora le richieste del Regolamento (CE) 261/2004 da un solo punto di ingresso e ignora tutto il resto, compresa la posta elettronica. Qui trovi il canale giusto, la regola dei 28 giorni che condiziona ogni passo successivo e la strada da prendere quando la risposta non arriva. Il quadro dei diritti verso il vettore è nella pagina su easyJet.
Non vuoi districarti tra due form diverse? Verifica gratis se hai diritto a 250-400 euro.
L’unico canale che easyJet legge davvero
La form EU261 su easyjet.com/en/claim/EU261. La compagnia dichiara apertamente che le richieste di compensazione inviate per email non vengono lavorate e che chi scrive viene rimandato lì: è un caso raro di vettore che mette per iscritto quale canale non funziona.
La conseguenza pratica pesa. Una mail spedita al servizio clienti tre giorni dopo il volo non apre nulla, non ferma alcun termine e non lascia traccia utile davanti all’ENAC. Il passeggero crede di avere una pratica aperta e in realtà non ne ha nessuna.
Il telefono serve ad altro: riprotezione e bagagli.
Un’ultima precisazione sul mittente. La form va compilata da chi ha effettuato la prenotazione oppure da un passeggero maggiorenne che vi compare, e easyJet chiede la conferma dei dati anagrafici prima di liquidare. Se il biglietto è stato acquistato da un’agenzia o da un’OTA, il diritto resta del passeggero e non dell’intermediario: indica il tuo IBAN, non quello di chi ha pagato il volo.
La form chiede numero di volo con prefisso U2 o EZY, data, codice di prenotazione e i dati di tutti i passeggeri. Compilala per l’intera prenotazione: la compensazione dell’articolo 7 spetta a ciascun passeggero, quindi 4 persone su un volo da 400 euro chiedono 1.600 euro complessivi.
Perché i 28 giorni cambiano la strategia
Sono 28 i giorni che easyJet chiede al passeggero prima che questi si rivolga a un organismo terzo o a una società di recupero crediti. Il conteggio parte dall’invio della form, non dalla data del volo, e la compagnia lo tratta come condizione di procedibilità verso l’esterno.
Annota quella data di invio. Te la chiederanno tutti.
Questo non è un termine di prescrizione. Il diritto alla compensazione resta esigibile per anni, come spiega la pagina sulla prescrizione; i 28 giorni riguardano solo il momento in cui puoi legittimamente passare alla fase successiva.
Il rovescio della medaglia è utile. Se easyJet non risponde entro quella finestra, il silenzio diventa un fatto documentato e non un’impressione: nella segnalazione all’ENAC scrivi la data di invio, la data di scadenza e l’assenza di riscontro, e il fascicolo si regge da solo.
Nella pratica i tempi reali variano molto. Le richieste su voli già classificati come compensabili nei sistemi della compagnia si chiudono in pochi giorni con un’accettazione automatica; quelle su voli contestati arrivano al ventottesimo giorno e spesso lo superano. La differenza non dipende dalla forza del reclamo ma dalla classificazione interna del volo, e non è visibile al passeggero.
Compensazione e spese viaggiano su binari separati
Due form, non una. La compensazione forfettaria dell’articolo 7 — 250, 400 o 600 euro secondo la distanza — passa dalla form EU261; i costi di pasti, pernottamento e trasferimenti passano dalla form spese, che easyJet gestisce separatamente e che pretende scontrini dettagliati.
La distinzione conta perché le due voci hanno presupposti giuridici diversi. L’assistenza dell’articolo 9 è dovuta anche quando la compensazione non lo è: in una cancellazione per maltempo severo i 250 euro non spettano, ma la cena, il pernottamento e il trasferimento all’albergo restano interamente a carico del vettore, che deve offrirli spontaneamente e non su richiesta.
Conserva lo scontrino fiscale, non la ricevuta della carta. easyJet chiede il dettaglio delle voci consumate e respinge le ricevute POS che riportano solo l’importo: una cena da trentadue euro documentata da un semplice tagliando bancario viene contestata, la stessa cena con lo scontrino parlante passa senza discussione.
Se hai anticipato tu la notte in hotel perché il banco easyJet era chiuso, allega la prenotazione, il pagamento e una prova dell’orario in cui hai chiesto assistenza. La pagina sull'assistenza dovuta elenca cosa rientra e cosa no.
Hai inviato la form e sono passati 28 giorni senza risposta? Fai valutare gratis il tuo caso.
Cosa fare allo scadere dei 28 giorni
Ci sono 3 strade, e la scelta dipende da dove è partito il volo. Per una partenza italiana l’autorità è l’ENAC; per una partenza britannica l’organismo alternativo è AviationADR, con 12 mesi di tempo dalla risposta finale; la piattaforma ODR della Commissione europea resta aperta per gli acquisti online.
La segnalazione all’ENAC è gratuita e si fa dal sito. L’ENAC verifica il rispetto del Regolamento e può sanzionare, ma non emette un ordine di pagamento: serve a mettere pressione e a costruire il fascicolo.
Per incassare la strada vera è il Giudice di Pace, competente fino a 5.000 euro e senza avvocato obbligatorio sotto i 1.100. In forza di Rehder C-204/08 puoi scegliere il foro del luogo di partenza o di quello di arrivo del volo.
Se il rifiuto cita un guasto tecnico, ricorda Wallentin-Hermann C-549/07 e van der Lans C-257/14: il problema tecnico emerso nella normale operatività non è circostanza straordinaria.
Quando il rifiuto parla di circostanze straordinarie
La formula standard cita 3 cause: il meteo, le restrizioni del controllo del traffico aereo, le questioni di sicurezza operativa. Nessuna delle tre esonera in automatico il vettore, perché la Corte di giustizia gli chiede la prova riferita al volo specifico e non accetta una dichiarazione generica sul contesto della giornata.
Rispondi nella stessa pratica chiedendo i documenti: il METAR dell’orario per il meteo, il messaggio dell’ente di controllo per gli slot, il technical log per il guasto. Una compagnia che non li produce ha una posizione debole davanti al giudice.
Se la causa è uno sciopero del personale easyJet, Krüsemann C-195/17 esclude la straordinarietà anche per le agitazioni spontanee. Diverso il caso dello sciopero dei controllori di volo, che resta esterno all’attività del vettore.
Verifica poi l’orario effettivo di arrivo. La soglia di Sturgeon C-402/07 si misura all’apertura delle porte a destinazione, e uno screenshot del tabellone vale più di un ricordo.
Un caso frequente su easyJet merita attenzione: il volo cancellato la sera e riprotetto il mattino dopo. Il vettore tende a presentare la riprotezione come soluzione del problema, ma la compensazione resta dovuta se il preavviso è inferiore a quattordici giorni e l’orario di arrivo alla destinazione finale slitta oltre le soglie dell’articolo 5. La riprotezione non estingue il diritto, lo affianca.
Preparare la form in dieci minuti
Servono 7 elementi, tutti recuperabili in pochi minuti: numero di volo, data, codice di prenotazione, nomi di tutti i passeggeri, orario effettivo di arrivo con la relativa prova, IBAN per il bonifico e scontrini delle spese, questi ultimi da caricare nella form dedicata e non in quella della compensazione.
Nel campo libero bastano due righe: tipo di disservizio, ore di ritardo all’arrivo, importo richiesto per passeggero con il riferimento all’articolo 7 del Regolamento. Aggiungi la citazione della sentenza Sturgeon quando il ritardo supera le tre ore, perché è la base giuridica che trasforma un ritardo lungo in un diritto alla compensazione e chiude in partenza l’obiezione più comune del vettore, cioè che il Regolamento parla espressamente solo di cancellazioni e negato imbarco.
Salva il numero di pratica che la form restituisce. Serve per ogni sollecito e per l’eventuale segnalazione all’autorità.
Un errore ricorrente vale la pena evitarlo: aprire una seconda pratica quando la prima non riceve risposta. easyJet tratta la nuova richiesta come un duplicato, la accoda e il conteggio dei ventotto giorni riparte dall’ultimo invio. Sollecita dentro la pratica esistente citando il numero, e i termini restano quelli originali.
Se il volo era una coincidenza su prenotazione unica, indica l’orario di arrivo alla destinazione finale: per Folkerts C-11/11 è quello che conta, come spiega la pagina sulla perdita di coincidenza.
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Fonti
Canale unico, rifiuto delle richieste via email, finestra di 28 giorni, form spese separata e riferimenti ad AviationADR e ODR: easyJet, pagine Claim EU261 e Delays and cancellations, consultate il 25 agosto 2026. Regolamento (CE) 261/2004: EUR-Lex, CELEX 32004R0261. Sentenze della Corte di giustizia: Sturgeon C-402/07, Wallentin-Hermann C-549/07, van der Lans C-257/14, Krüsemann C-195/17, Folkerts C-11/11, Rehder C-204/08, su curia.europa.eu. ENAC, sezione diritti dei passeggeri.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale. Per casi complessi rivolgiti a un avvocato del foro competente o a un’associazione di consumatori.
Quanto spetta se il volo viene cancellato o ritarda
250 €, 400 € o 600 € a passeggero. L'importo dipende solo dalla distanza del volo, non dal prezzo del biglietto. Il diritto scatta con un ritardo all'arrivo di almeno 3 ore, con una cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso, oppure in caso di negato imbarco. In Italia l'organismo nazionale competente è l'ENAC.
| Distanza del volo | Compensazione |
|---|---|
| fino a 1.500 km | 250 € |
| da 1.500 a 3.500 km, e tutti i voli intra-UE oltre 1.500 km | 400 € |
| oltre 3.500 km fuori dall'UE | 600 € |
Non spetta nulla solo se la causa rientra fra le circostanze eccezionali (art. 5, paragrafo 3): maltempo che impedisce il volo in sicurezza, sciopero dei controllori di volo o dei servizi aeroportuali, chiusura dello spazio aereo, motivi di sicurezza. Lo sciopero del personale della compagnia non lo è (C-195/17 Krüsemann), e nemmeno un guasto tecnico (C-549/07 Wallentin-Hermann). La soglia delle tre ore deriva da C-402/07 Sturgeon.
