ITA Airways è l’unica delle compagnie che volano dall’Italia a indicare esplicitamente una soglia temporale oltre la quale il passeggero dovrebbe rivolgersi all’autorità. Due mesi. È un’informazione che vale più di un numero di telefono, perché dice quando smettere di aspettare. Questa pagina spiega da dove si parte, cosa scrivere e dove si va dopo. Il quadro generale dei diritti verso il vettore sta nella pagina su ITA Airways.
Preferisci non aspettare due mesi da solo? Verifica gratis se hai diritto a 250-600 euro.
Dove si apre davvero la pratica
Il punto di ingresso è la form di contatto su ita-airways.com, nel percorso Supporto e poi Ritardi e cancellazioni. Chiede 4 dati essenziali: numero di volo con prefisso AZ, data, codice di prenotazione e descrizione del disservizio, con la possibilità di allegare documenti.
Il call center non apre pratiche di compensazione.
La sua funzione è operativa e va usata nel momento del disagio: riprotezione su un volo successivo, rintraccio del bagaglio, richiesta di assistenza al banco. Tutto questo è utile e va fatto, ma non produce la richiesta di denaro prevista dall’articolo 7 del Regolamento, che nasce solo dalla form scritta.
Un dettaglio pesa sui voli in codeshare. Se il biglietto ha codice AZ ma il volo è stato eseguito da un altro vettore, la carta d’imbarco riporta la dicitura operato da: il debitore della compensazione è quel soggetto, per effetto della sentenza Wirth C-532/17, anche se la conversazione iniziale passa dalla form ITA. Verificalo prima di scrivere, perché condiziona a chi andrà intestata l’eventuale citazione.
I due mesi e cosa farne
La compagnia indica 2 mesi come soglia oltre la quale il passeggero può rivolgersi all’ENAC o all’organismo nazionale competente del Paese in cui si è verificato il fatto. È una soglia dichiarata dal vettore, non un termine di legge, e la sua utilità è tutta pratica.
Segna la data di invio della form.
Trascorsi i sessanta giorni senza una determinazione, hai un elemento oggettivo da mettere per iscritto: data di invio, data di scadenza, assenza di risposta. Una segnalazione costruita così è molto più solida di una che racconta il disagio subito, perché sposta il piano dal vissuto personale all’inosservanza di un impegno preso dalla compagnia stessa.
Attenzione a non confondere questa soglia con la prescrizione. Il diritto alla compensazione resta esigibile ben oltre, ma va esercitato entro il termine che la Cassazione fissa in due anni applicando il Codice della navigazione: la pagina sulla prescrizione spiega perché alcuni Giudici di Pace contano diversamente e perché conviene comunque muoversi presto.
La posizione di ITA sugli intermediari
Su un caso semplice il conto è presto fatto: 250 euro incassati per intero valgono più del 65 o 70 per cento dello stesso importo. La compagnia insiste infatti su un punto, e cioè che il proprio servizio di gestione reclami non costa nulla mentre le società specializzate trattengono una commissione.
Il calcolo cambia quando il caso è contestato.
Un rifiuto motivato da circostanze straordinarie richiede di sapere quali prove chiedere, come leggere un METAR, quando un guasto tecnico rientra nel rischio d’impresa e quando invece no. Chi non ha voglia di seguire una segnalazione all’ENAC e poi un ricorso al Giudice di Pace sta valutando un’alternativa reale, non un lusso, e la commissione è il prezzo di quel tempo.
Le società serie lavorano solo a risultato, senza anticipo e senza costi in caso di esito negativo. È il criterio con cui distinguerle: chi chiede denaro prima di ottenere un pagamento non è nella categoria.
Rifiuti ricorrenti e come si contestano
Le motivazioni che compaiono più spesso nelle risposte negative sono 3: le condizioni meteorologiche avverse sullo scalo di partenza o di arrivo, le restrizioni imposte dal controllo del traffico aereo e il guasto tecnico all’aeromobile. Le prime due possono reggere davanti a un giudice, la terza quasi mai.
Il guasto tecnico è escluso dalle circostanze straordinarie dopo Wallentin-Hermann C-549/07 e van der Lans C-257/14: il problema che si manifesta nella normale operatività appartiene al rischio d’impresa del vettore. Chiedi il technical log del velivolo per il giorno del volo.
Sul meteo la difesa è ammessa ma va provata sul volo specifico. Un METAR che documenta visibilità ridotta o vento fuori limiti nella finestra oraria interessata è una prova; un riferimento generico al maltempo della giornata non lo è, tanto più se altri voli sono partiti regolarmente dallo stesso scalo nelle stesse ore.
Lo sciopero del personale ITA non esonera il vettore, per effetto di Krüsemann C-195/17. Diverso è lo sciopero dei controllori di volo, esterno all’organizzazione della compagnia: la distinzione è illustrata nella pagina sugli scioperi e i diritti dei passeggeri.
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Dopo il rifiuto: ENAC, conciliazione, giudice
Le vie sono 3: la segnalazione all’ENAC, gratuita e online per i voli da o per l’Italia; la conciliazione paritetica dove il vettore vi aderisce; il ricorso al Giudice di Pace, competente per crediti fino a 5.000 euro e senza avvocato obbligatorio sotto i 1.100 euro di valore.
La segnalazione all’ENAC non produce un ordine di pagamento.
Serve a far esercitare la vigilanza sull’applicazione del Regolamento e a ottenere una valutazione dell’autorità, che ha un peso concreto nella fase successiva. Allegale la form inviata, la risposta ricevuta o la prova del silenzio, la carta d’imbarco e la documentazione dell’orario effettivo di arrivo.
Per incassare la strada è il Giudice di Pace, con la scelta del foro fra luogo di partenza e luogo di arrivo garantita da Rehder C-204/08. Sui voli intercontinentali ITA ricorda che la soglia dei 600 euro si applica oltre i 3.500 chilometri, e su una tratta Roma-New York con ritardo superiore alle quattro ore l’importo pieno spetta a ciascun passeggero della prenotazione.
Cosa allegare perché la pratica cammini
Sono 7 gli elementi che rendono difficile un rifiuto sbrigativo: numero di volo AZ, data, codice di prenotazione, nomi di tutti i passeggeri della prenotazione, orario effettivo di arrivo con la relativa prova, IBAN per il bonifico e scontrini di pasti e pernottamento eventualmente sostenuti di tasca propria.
L’orario effettivo di arrivo è il dato che decide.
Si misura all’apertura delle porte a destinazione secondo Sturgeon C-402/07, non al touchdown, e la differenza fra i due momenti supera spesso il quarto d’ora. Su un ritardo che si assesta intorno alle tre ore quel quarto d’ora vale l’intera compensazione, quindi salva lo screenshot del tabellone arrivi il giorno stesso.
Se il volo era una coincidenza su prenotazione unica, indica l’orario di arrivo alla destinazione finale e non quello dello scalo intermedio: Folkerts C-11/11 è chiaro su questo punto, e la pagina sulla perdita di coincidenza spiega come si calcola.
Un’avvertenza sull’IBAN. ITA liquida sul conto del passeggero titolare del biglietto, e se la prenotazione è stata pagata da un’agenzia o da un datore di lavoro il diritto resta comunque del viaggiatore. Indica il tuo conto, non quello di chi ha acquistato il volo, altrimenti la pratica si ferma su una verifica di corrispondenza che può costare settimane.
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Fonti
Canale di reclamo, soglia dei due mesi per il ricorso a ENAC o NEB e posizione sulla gratuità del servizio rispetto agli intermediari: ITA Airways, sezione Supporto, pagine Ritardi e cancellazioni e Reclami, consultate il 25 agosto 2026. Regolamento (CE) 261/2004: EUR-Lex, CELEX 32004R0261. Sentenze della Corte di giustizia: Sturgeon C-402/07, Wallentin-Hermann C-549/07, van der Lans C-257/14, Krüsemann C-195/17, Wirth C-532/17, Folkerts C-11/11, Rehder C-204/08, su curia.europa.eu. ENAC, sezione diritti dei passeggeri.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale. Per casi complessi rivolgiti a un avvocato del foro competente o a un’associazione di consumatori.
Quanto spetta se il volo viene cancellato o ritarda
250 €, 400 € o 600 € a passeggero. L'importo dipende solo dalla distanza del volo, non dal prezzo del biglietto. Il diritto scatta con un ritardo all'arrivo di almeno 3 ore, con una cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso, oppure in caso di negato imbarco. In Italia l'organismo nazionale competente è l'ENAC.
| Distanza del volo | Compensazione |
|---|---|
| fino a 1.500 km | 250 € |
| da 1.500 a 3.500 km, e tutti i voli intra-UE oltre 1.500 km | 400 € |
| oltre 3.500 km fuori dall'UE | 600 € |
Non spetta nulla solo se la causa rientra fra le circostanze eccezionali (art. 5, paragrafo 3): maltempo che impedisce il volo in sicurezza, sciopero dei controllori di volo o dei servizi aeroportuali, chiusura dello spazio aereo, motivi di sicurezza. Lo sciopero del personale della compagnia non lo è (C-195/17 Krüsemann), e nemmeno un guasto tecnico (C-549/07 Wallentin-Hermann). La soglia delle tre ore deriva da C-402/07 Sturgeon.
