Cercare il calendario degli scioperi aerei porta quasi sempre a elenchi copiati da altri siti, spesso scaduti. La fonte che conta è una sola, e accanto a quella esistono due regole strutturali che decidono se il tuo volo partirà comunque: le fasce garantite e i periodi di franchigia. Questa pagina spiega dove guardare e come leggere quello che trovi.
Il tuo volo è saltato per uno sciopero? Verifica gratis se hai diritto a 250-600 euro.
Dove si trova l’elenco che conta davvero
Le fonti ufficiali sono 2. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblica l’elenco delle agitazioni proclamate nel trasporto aereo, con date, sigle sindacali e categorie coinvolte; la Commissione di Garanzia pubblica le delibere e i provvedimenti sui singoli casi.
Tutto il resto è derivato.
I riepiloghi pubblicati dai siti di informazione e dagli aggregatori riprendono quelle due fonti con ritardo variabile, e soprattutto non registrano le revoche. Uno sciopero proclamato e poi ritirato resta visibile per giorni su decine di pagine, generando disdette di viaggi che sarebbero partiti regolarmente: il controllo alla vigilia sulla fonte primaria evita l’errore.
Consulta anche il sito della tua compagnia. Quando un’agitazione la riguarda direttamente, il vettore pubblica l’elenco dei voli cancellati e di quelli garantiti, di norma nei giorni immediatamente precedenti, e quella lista è più utile del calendario generale perché scende al singolo numero di volo.
Attenzione alla categoria che sciopera. Un’agitazione degli handler aeroportuali di un singolo scalo ha effetti diversi da uno sciopero nazionale dei controllori di volo, e diversi ancora dallo sciopero del personale di una sola compagnia: l’elenco ministeriale indica sempre la categoria coinvolta, ed è quel dato a dire se il tuo volo rischia davvero.
Le fasce garantite: dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21
Le finestre protette sono 2: dalle 7 alle 10 del mattino e dalle 18 alle 21 della sera. In quelle ore i voli devono essere assicurati anche durante uno sciopero, perché il trasporto aereo rientra fra i servizi pubblici essenziali.
La protezione non è teorica.
Le compagnie sono tenute a pubblicare l’elenco dei collegamenti garantiti, e in quelle fasce operano i voli inseriti nella lista. Chi ha la possibilità di scegliere l’orario in una giornata di sciopero fa bene a spostarsi dentro una delle due finestre, perché la probabilità di partire è sensibilmente più alta rispetto alle ore centrali.
Un volo cancellato dentro una fascia garantita merita un esame specifico. La protezione avrebbe dovuto operare, quindi la cancellazione va spiegata dal vettore con qualcosa di diverso dal generico riferimento all’agitazione sindacale: è uno degli argomenti più efficaci da inserire nella richiesta di compensazione.
Le fasce valgono per la partenza, non per l’intero itinerario. Un volo che decolla alle 9 e 40 rientra nella protezione, uno che decolla alle 10 e 15 no, anche se i due collegamenti servono la stessa rotta a mezz’ora di distanza: nella scelta dell’orario in una giornata di sciopero quel dettaglio conta più della compagnia.
I periodi di franchigia e cosa proteggono
Le franchigie sono finestre dell’anno in cui la proclamazione di scioperi nel trasporto aereo è vietata, e coprono 4 tipi di periodo: le festività natalizie, quelle pasquali, il picco dell’esodo estivo e le giornate delle consultazioni elettorali. Fuori da quelle finestre la proclamazione resta libera nei limiti di preavviso.
Le date esatte cambiano di anno in anno.
Sono fissate dalla regolamentazione di settore vigente e vanno verificate lì, perché un elenco riportato a memoria o copiato da una pagina vecchia rischia di essere superato. La logica però resta costante: proteggere i momenti in cui il traffico raggiunge i massimi annuali e la sostituzione del volo diventa praticamente impossibile.
Per chi programma un viaggio questo si traduce in una regola pratica. Un biglietto acquistato dentro una finestra di franchigia ha un rischio di sciopero molto più basso di uno acquistato in una settimana ordinaria di ottobre o di febbraio, e la differenza vale più di qualunque assicurazione di viaggio venduta al momento dell’acquisto.
La franchigia però non copre gli eventi esterni. Uno sciopero proclamato all’estero da controllori o handler di un altro Paese europeo può cancellare un volo italiano anche in pieno periodo protetto, perché la regolamentazione nazionale vincola solo le agitazioni proclamate in Italia.
Volo cancellato in una fascia che doveva essere garantita? Fai valutare gratis il tuo caso.
La precettazione e i cambiamenti dell’ultimo minuto
La precettazione è 1 ordinanza del Ministro dei Trasporti, adottata quando l’erogazione del servizio pubblico essenziale è concretamente a rischio, con cui l’agitazione già proclamata viene ridotta nella durata oppure differita a una data successiva rispetto a quella annunciata dalle sigle sindacali.
Succede più spesso di quanto si creda.
Uno sciopero di ventiquattro ore annunciato con settimane di anticipo può essere ridotto a quattro ore nei giorni immediatamente precedenti, e il programma dei voli cambia di conseguenza. Chi ha disdetto il viaggio sulla base dell’annuncio iniziale scopre che il proprio collegamento sarebbe partito, mentre chi non ha ricontrollato si presenta in aeroporto con informazioni superate.
La regola operativa è semplice: ricontrolla l’elenco ufficiale la sera prima e la mattina stessa. Le compagnie inviano di norma una comunicazione ai passeggeri interessati, ma la notifica arriva talvolta con poche ore di anticipo, e la fonte pubblica resta più tempestiva della mail del vettore.
Quando lo sciopero dà diritto alla compensazione
Le due situazioni si distinguono in base a 1 solo criterio, cioè chi ha proclamato l’agitazione. Lo sciopero del personale della compagnia non esonera il vettore dal pagamento; quello dei controllori di volo o degli operatori aeroportuali resta invece esterno alla sua organizzazione e può liberarlo.
La distinzione viene da Krüsemann C-195/17.
La Corte di giustizia ha stabilito che l’agitazione del personale del vettore rientra nella normale gestione dell’impresa e non costituisce circostanza straordinaria, nemmeno quando è spontanea e non annunciata dalle sigle sindacali. Un volo cancellato per uno sciopero dei piloti della compagnia dà quindi diritto alla compensazione da 250 a 600 euro per passeggero.
Lo sciopero dei controllori di volo si colloca invece fuori dal controllo del vettore e può esonerarlo, ma la prova resta a suo carico: deve documentare l’agitazione, il suo impatto sul volo specifico e le misure ragionevoli adottate per contenerne le conseguenze. La pagina sugli scioperi e i diritti dei passeggeri esamina i casi intermedi.
Cosa fare il giorno dello sciopero
I diritti che restano fermi sono 3, indipendentemente da chi ha proclamato lo sciopero: la scelta fra rimborso integrale e riprotezione sul primo volo utile, l’assistenza dell’articolo 9 con pasti e pernottamento a carico del vettore, e la compensazione forfettaria quando ne ricorrono i presupposti.
L’assistenza spetta sempre.
È il punto che i banchi tendono a non chiarire durante le giornate di agitazione: anche quando la compensazione non è dovuta perché lo sciopero è esterno al vettore, la cena, l’albergo e il trasferimento restano interamente a suo carico. Sono obblighi giuridicamente distinti, e il secondo non conosce eccezioni legate alla causa del disservizio.
Raccogli le prove mentre sei in aeroporto: foto del tabellone, comunicazione ricevuta, scontrini delle spese. Poi presenta la richiesta scritta al vettore e, in assenza di riscontro, la segnalazione all’ENAC. Per incassare restano la conciliazione e il Giudice di Pace, con la scelta del foro fra partenza e arrivo garantita da Rehder C-204/08 e il termine di 2 anni indicato nella pagina sulla prescrizione.
Sciopero del personale di volo e nessuna compensazione offerta? Affida la pratica ad AirHelp - commissione solo a risultato ottenuto.
Fonti
Elenco ufficiale delle agitazioni proclamate nel trasporto aereo: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sezione scioperi, consultata il 25 agosto 2026. Delibere e provvedimenti sui singoli casi: Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, istituita dalla legge 146 del 1990. Fasce orarie garantite dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21 e periodi di franchigia: regolamentazione provvisoria del settore trasporto aereo, le cui date di franchigia vanno verificate nella versione vigente per l’anno in corso. Regolamento (CE) 261/2004: EUR-Lex, CELEX 32004R0261. Sentenze Krüsemann C-195/17 e Rehder C-204/08: curia.europa.eu. ENAC, sezione diritti dei passeggeri.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale. Per casi complessi rivolgiti a un avvocato del foro competente o a un’associazione di consumatori.
Quanto spetta se il volo viene cancellato o ritarda
250 €, 400 € o 600 € a passeggero. L'importo dipende solo dalla distanza del volo, non dal prezzo del biglietto. Il diritto scatta con un ritardo all'arrivo di almeno 3 ore, con una cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso, oppure in caso di negato imbarco. In Italia l'organismo nazionale competente è l'ENAC.
| Distanza del volo | Compensazione |
|---|---|
| fino a 1.500 km | 250 € |
| da 1.500 a 3.500 km, e tutti i voli intra-UE oltre 1.500 km | 400 € |
| oltre 3.500 km fuori dall'UE | 600 € |
Non spetta nulla solo se la causa rientra fra le circostanze eccezionali (art. 5, paragrafo 3): maltempo che impedisce il volo in sicurezza, sciopero dei controllori di volo o dei servizi aeroportuali, chiusura dello spazio aereo, motivi di sicurezza. Lo sciopero del personale della compagnia non lo è (C-195/17 Krüsemann), e nemmeno un guasto tecnico (C-549/07 Wallentin-Hermann). La soglia delle tre ore deriva da C-402/07 Sturgeon.
