Aeroitalia è una compagnia giovane con un ruolo importante sulle rotte sarde, e la sua gestione dei reclami riflette questa fase: pochi canali, nessun termine dichiarato, poca documentazione pubblica. Per il passeggero significa una cosa sola, cioè che deve costruirsi da solo il calendario della pratica. Qui trovi come farlo. Il quadro dei diritti verso il vettore sta nella pagina su Aeroitalia.
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Il canale scritto e perché conta più del telefono
Aeroitalia mette a disposizione 2 canali: la form di contatto nella sezione Assistenza di aeroitalia.com e un call center. Sulle pagine pubbliche non compare un indirizzo PEC dedicato ai reclami, quindi la form resta l’unico modo per fissare per iscritto la richiesta.
La telefonata non lascia traccia.
Questo è il punto che fa la differenza in una pratica destinata a durare mesi. Una conversazione con l’operatore può risolvere una riprotezione o sbloccare un bagaglio, ma non produce un documento datato da allegare a una segnalazione all’ENAC: senza quella data, l’intera cronologia della richiesta poggia sulla memoria del passeggero.
Compila la form indicando numero di volo con prefisso XZ, data, codice di prenotazione, orario previsto e orario effettivo di arrivo, nomi di tutti i passeggeri della prenotazione e IBAN a tuo nome. Salva subito una copia del testo inviato e, se il sistema restituisce un identificativo di pratica, annotalo insieme al giorno di presentazione.
L’assenza di un termine e come rimediare
Sulle pagine ufficiali di Aeroitalia non compare alcun impegno sui tempi di risposta, a differenza dei 30 giorni di Wizz Air o dei 28 di easyJet. La distinzione va detta com’è, perché un termine mai dichiarato non produce un inadempimento che il passeggero possa contestare con facilità.
Fissa tu una scadenza.
Sei settimane dall’invio è un riferimento ragionevole, coerente con quanto altre compagnie europee si autoimpongono, e ha una funzione precisa: allo scadere puoi scrivere all’ENAC che la richiesta è stata presentata in una data certa e che a distanza di quarantadue giorni non è arrivata alcuna determinazione. È un fatto verificabile, non una lamentela.
Nella form conviene indicare esplicitamente la scadenza che ti sei dato, con una formula asciutta del tipo: in assenza di riscontro entro sei settimane dalla presente, mi rivolgerò all’ENAC. Non ha valore vincolante per la compagnia, ma sposta il tono della richiesta e documenta che l’escalation successiva non è stata improvvisa.
Un accorgimento in più aiuta. Ripeti la stessa richiesta a metà percorso, alla terza settimana, citando l’identificativo della pratica originaria e senza aprirne una nuova. Il sollecito interno non fa ripartire alcun conteggio, mentre una seconda pratica sì, e finisce spesso archiviata come duplicato prima ancora di essere letta.
Continuità territoriale: cosa cambia e cosa no
Le rotte sarde in regime di continuità territoriale hanno 2 caratteristiche particolari: tariffe amministrate dallo Stato e obblighi di servizio pubblico imposti al vettore che le opera. Nessuna delle due incide sui diritti del passeggero previsti dal Regolamento (CE) 261/2004, che restano quelli ordinari.
Il regime riguarda il contratto fra vettore e amministrazione.
La compensazione, il diritto all’assistenza e il diritto alla riprotezione restano quelli ordinari, e un volo Olbia-Roma cancellato con meno di quattordici giorni di preavviso genera esattamente lo stesso diritto di un volo Milano-Barcellona. L’obiezione che si sente più spesso ai banchi, cioè che la tariffa agevolata escluderebbe la compensazione, non ha fondamento normativo.
Sullo scaglione applicabile non ci sono margini di dubbio. Le rotte fra la Sardegna e la penisola restano sotto i 1.500 chilometri, quindi vale l’importo di 250 euro per passeggero: un nucleo di 4 persone su un volo cancellato chiede 1.000 euro complessivi, come spiega la pagina sul calcolo della compensazione.
Resta fermo anche il diritto alla riprotezione. Se il volo salta e non esistono alternative in giornata, la compagnia deve offrire il trasporto alla prima occasione utile oppure il rimborso integrale del biglietto, e nel frattempo pasti e pernottamento restano a suo carico. Sulle rotte insulari questo pesa più che altrove, perché l’alternativa via mare comporta un’intera giornata di viaggio.
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Quali rifiuti reggono e quali si smontano
Le motivazioni ricorrenti nei rifiuti sono 3: il maltempo, le restrizioni del controllo del traffico aereo e il guasto tecnico all’aeromobile. Solo le prime due possono reggere davanti a un giudice, e soltanto a condizione che siano provate sul volo specifico e non genericamente sull’andamento della giornata.
Il guasto tecnico è escluso dalle circostanze straordinarie dopo Wallentin-Hermann C-549/07 e van der Lans C-257/14, perché il problema che emerge nella normale operatività appartiene al rischio d’impresa. Chiedi il technical log.
Sul maltempo la prova è il METAR della fascia oraria interessata, non un riferimento generico alle condizioni della giornata. Su uno scalo come Olbia o Alghero è facile verificare se altri vettori hanno operato regolarmente nelle stesse ore, e una risposta affermativa indebolisce molto la difesa della compagnia.
C’è poi una motivazione tipica delle flotte piccole, l’effetto a catena. Un ritardo del mattino si propaga sulle rotazioni della giornata, ma questo non è di per sé straordinario: il vettore deve dimostrare sia la straordinarietà dell’evento iniziale sia di avere adottato ogni misura ragionevole per contenerne le conseguenze, incluso il ricorso a un aeromobile di riserva quando disponibile.
Dopo il silenzio o il rifiuto
Le vie percorribili sono 3: la segnalazione all’ENAC, gratuita e online; la conciliazione paritetica dove il vettore vi aderisce; il ricorso al Giudice di Pace, competente per crediti fino a 5.000 euro e senza obbligo di avvocato sotto i 1.100 euro di valore.
La segnalazione all’ENAC ha un peso particolare per questa compagnia.
L’ENAC vigila anche sull’esecuzione degli oneri di servizio pubblico sulle rotte in continuità territoriale, quindi la stessa autorità che riceve la tua segnalazione supervisiona il contratto sotto cui il volo è stato operato. Non emette un ordine di pagamento a tuo favore, ma la valutazione che ne deriva ha un valore concreto nella fase successiva.
Al Giudice di Pace puoi scegliere il foro del luogo di partenza o di arrivo del volo, per effetto di Rehder C-204/08. Muoviti entro 2 anni dalla data del volo: la Cassazione applica la prescrizione biennale del Codice della navigazione, e la pagina sulla prescrizione spiega perché affidarsi alla tesi decennale è un rischio evitabile.
Cosa allegare a una pratica senza scadenze
Sono 6 i documenti che rendono difficile archiviare la richiesta: carta d’imbarco, conferma di prenotazione, comunicazione ricevuta dalla compagnia sul disservizio, screenshot del tabellone con l’orario effettivo di arrivo, scontrini delle spese sostenute, copia della form inviata con la data.
Lo screenshot va salvato subito.
Sugli scali con meno traffico i tracker gratuiti conservano i dati storici per finestre brevi, e ricostruire a distanza di mesi l’orario reale di apertura porte di un volo infrasettimanale può diventare impossibile. Una foto del tabellone arrivi scattata sul posto risolve in un secondo un problema che altrimenti costa ore di ricerca.
L’orario rilevante è l’apertura delle porte a destinazione secondo Sturgeon C-402/07, non l’atterraggio: fra i due passano spesso più di quindici minuti, e su un ritardo intorno alle tre ore quella differenza vale l’intera compensazione.
Se hai anticipato spese di tasca tua, conserva lo scontrino fiscale e non la sola ricevuta della carta. Il documento che elenca le voci consumate viene accettato senza discussioni, mentre un tagliando bancario con il solo importo apre quasi sempre una richiesta di integrazione, e ogni scambio in più allunga una pratica che già non ha scadenze dichiarate.
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Fonti
Canale di contatto, presenza del call center e assenza di un indirizzo PEC dedicato ai reclami: Aeroitalia, sezione Assistenza, consultata il 25 agosto 2026. Sulle pagine pubbliche della compagnia non è stato reperito alcun termine di risposta dichiarato: le sei settimane indicate in questa pagina sono un riferimento pratico suggerito dalla redazione, non un impegno del vettore. Regolamento (CE) 261/2004: EUR-Lex, CELEX 32004R0261. Sentenze della Corte di giustizia: Sturgeon C-402/07, Wallentin-Hermann C-549/07, van der Lans C-257/14, Rehder C-204/08, su curia.europa.eu. ENAC, sezione diritti dei passeggeri e oneri di servizio pubblico.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale. Per casi complessi rivolgiti a un avvocato del foro competente o a un’associazione di consumatori.
Quanto spetta se il volo viene cancellato o ritarda
250 €, 400 € o 600 € a passeggero. L'importo dipende solo dalla distanza del volo, non dal prezzo del biglietto. Il diritto scatta con un ritardo all'arrivo di almeno 3 ore, con una cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso, oppure in caso di negato imbarco. In Italia l'organismo nazionale competente è l'ENAC.
| Distanza del volo | Compensazione |
|---|---|
| fino a 1.500 km | 250 € |
| da 1.500 a 3.500 km, e tutti i voli intra-UE oltre 1.500 km | 400 € |
| oltre 3.500 km fuori dall'UE | 600 € |
Non spetta nulla solo se la causa rientra fra le circostanze eccezionali (art. 5, paragrafo 3): maltempo che impedisce il volo in sicurezza, sciopero dei controllori di volo o dei servizi aeroportuali, chiusura dello spazio aereo, motivi di sicurezza. Lo sciopero del personale della compagnia non lo è (C-195/17 Krüsemann), e nemmeno un guasto tecnico (C-549/07 Wallentin-Hermann). La soglia delle tre ore deriva da C-402/07 Sturgeon.
